Si completa UJ 2019 “In missione per conto di Dio”

Si completa il programma dell’Arena Santa Giuliana UJ 2019

 Il 12 luglio l’insolito trio Max Gazzè, Alex Britti e Manu Katché “In missione per conto di Dio”.

Britti e Gazzè già nel 2017 furono insieme per due concerti alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. L’evento era nato come un tributo alle loro radici comuni che affondano nel blues. A due anni da quei concerti, al già eccezionale duo si aggiunge un altro straordinario musicista: il batterista francese Manu Katche che nel suo curriculum vanta lunghe collaborazioni con Peter Gabriel, Sting, Pink Floyd, Joe Satriani, Dire Straits e tra gli italiani Pino Daniele e Stefano Bollani.

Il concerto vedrà Gazzè, Britti e Katché insieme in una formazione fuori dal comune. Britti, autore di canzoni tra le più amate dal pubblico italiano e chitarrista fenomenale; Max Gazzè, bassista raffinato, artista estremamente eclettico che riesce a trasformare in successo ogni suo progetto e Manu Katche, batterista di fama mondiale, i tre insieme per un nuovo evento imperdibile che introdurrà il concerto di Robben Ford, chitarrista di punta del panorama rock blues fusion che non necessita di presentazioni.

 

Il 19 sarà la volta di due ensemble guidati da Kamasi Washington e Michael League.

Per Kamasi Washington si sono spesi richiami a suggestioni non comuni, e qualcuno ha perfino evocato John Coltrane per descrivere il suo approccio spirituale alla musica afroamericana.

Californiano, 38enne figlio di un insegnante di musica, Washington ha letteralmente agitato le acque del jazz con un disco di esordio, The Epic, pubblicato nel 2015, davvero epico. Non tanto perché triplo (ben 172 minuti di musica) ma perché frutto di una complessità rara, di certo difficilmente compatibile con un esordio. The Epic è stato seguito l’anno scorso da un lavoro altrettanto ambizioso, il doppio Heaven and Heart. In mezzo, nel 2017, Harmony of Difference, un allestimento multimediale per la Biennale del prestigioso Whitney Museum di New York. Ovviamente, sono in primo piano anche le ripetute collaborazioni con Kendrick Lamar per i suoi ultimi dischi e con John Legend, a completare i tratti di una identità di non facile definizione.

Washington non è solo un compositore di talento ed un sofisticato creatore di architetture sonore, ma è anche un solista trascinante e di grande cultura musicale, come il pubblico di Umbria Jazz ha potuto ascoltare dalla sua prima performance al festival, tre anni fa.

Nata come una tipica college band (il nucleo originario è composto da studenti della University of North Texas) Snarky Puppy è diventata in poco tempo (la nascita ufficiale risale al 2004) una delle sigle più popolari del mondo del jazz e della fusion, termini che però nel loro caso risultano riduttivi. In realtà la musica di Snarky Puppy sfugge a ogni tentativo di classificazione proprio per la capacità di concentrare con estrema disinvoltura i suoni della contemporaneità. L’ultimo prodotto discografico, in studio, dal titolo “Immigrance”, punta diritto al cuore del problema.

“L’idea qui è che tutto è fluido – spiega Michael League, bassista, compositore e bandleader – che tutto è sempre in movimento, e che siamo tutti in un continuo stato di immigrazione”, aggiungendo che “il titolo dell’album ovviamente non è senza sottintesi politici”.

 

UJ 19 chiuderà il 21 luglio con Christian McBride e Lauryn Hill.

Fare di necessità virtù: questo potrebbe essere il senso di A Christian McBride Situation, progetto nato dalla fertile immaginazione ed intraprendenza del contrabbassista, compositore e leader di Philadelphia. In programma al festival di Monterey, McBride dovette registrare all’ultimo momento il forfait di alcuni musicisti della sua band.

Invece di annullare la data, si guardò intorno e con altri artisti suoi amici, presenti al festival, formò una nuova band di cui facevano parte cantanti e dj. Era nata così A Christian McBride Situation, che si rivelò una uscita non effimera. Adesso eccola a questa edizione di Umbria Jazz, dove McBride è stato molto presente negli anni scorsi e sempre con formule differenti. Chris McBride non è solo un contrabbassista di inarrivabile virtuosismo ma anche una delle personalità più stimate e influenti della musica americana.

Lauryn Hill: una delle personalità artistiche che hanno maggiormente caratterizzato il passaggio del millennio.

La Hill si conquistò una reputazione nel mondo della musica come unica componente femminile del trio The Fugees (gli altri erano Wyclef Jean e Pras Michel) che negli anni novanta fu campione di vendite di dischi, secondo solo a Michael Jackson sulla scena internazionale del R&B. Scioltosi nel 1998 i Fugees, che avrebbero poi avuto una temporanea ricostituzione nel 2004-2006, Lauryn cominciò la carriera come solista, e quello stesso anno pubblicò il suo primo album dal titolo The Miseducation of Lauryn Hill. Fu un enorme successo, come lo furono i singoli da esso tratti. Un successo certificato da ben cinque Grammy Awards (con undici nominations). Il disco viene considerato anche oggi, a distanza di oltre venti anni, come uno dei primi e migliori esempi del nu soul. Una pietra miliare della musica contemporanea in cui Ms Hill metteva sul tavolo tutte le sue doti di songwriter e interprete.

 

Ricapitolando gli ultimi arrivi nel cartellone di Umbria Jazz 2019:

12 luglio

ALEX BRITTI & MAX GAZZÈ special guest MANU KATCHÈ

“In missione per conto di Dio”

ROBBEN FORD

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19 luglio

KAMASI WASHINGTON

SNARKY PUPPY

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21 luglio

A SITUATION

LAURYN HILL

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