DIARIO DI UMBRIA JAZZ – LUNEDI 10 LUGLIO

 Concerto affascinante quello dedicato ai grandi cantautori italiani. Introdotti dal maestro  della generazione genovese, Gino Paoli, dimostra di non essere solo il “superstite” ma il più bravo e carismatico nonostante gli anni che passano inesorabili. Dedicata a Tenco, De Andrè e Lucio Dalla ma non solo, la serata ha presentato momenti intensi nel ricordo di questi grandi artisti oramai assunti a ruolo di mito e sia Paoli che Sangiorgi che Curreri non si sono risparmiati portando tutti a modo loro un sentito omaggio alle icone della musica d’autore per una serata molto apprezzata che è culminata, dopo il cambio palco, con una seconda parte incentrata sull’orchestra diretta dal Maestro Ottolini che ha movimentato la calda e umida serata del Santa Giuliana. Protagonisti Fresu che ha punteggiato incessantemente ogni stile interpretativo e Danilo Rea che col piano ha accompagnato i momenti più lirici dello spettacolo.

Stasera invece serata dedicata al vocal jazz femminile con il ritorno di Dee Dee Bridgewater che sarà preceduta da una formazione di sole donne con le top jazz women Renée Rosnesm, Cecile Mc Lorin Salvant, Anat Cohen, Melissa Andana, Ingrid Jensen, Noriko Ueada e Allison Miller.

Dee Dee Bridgewater è una delle cantanti jazz più conosciute della sua generazione. Nata nel Tennessee, Stati Uniti, ha iniziato la carriera a 15 anni. Sua madre è difatti una grande ammiratrice di cantanti quali Ella Fitzgerald e Sarah Vaughan. Suo padre è un insegnante di musica che annovera tra i suoi alunni Booker Little, Charles Lloyd e George Coleman. Suona egli stesso la tromba durante i mesi estivi nella band di Dinah Washington. Perciò non deve meravigliare che Dee Dee colga la prima occasione che le si presenta per salire sulla scena e cantare dal vivo.

La prima occasione per mostrare il proprio talento a livello internazionale è nel 1969, quando Dee Dee si trova in tournée con la “University of Illinois Big Band” in quella che allora era l’Unione Sovietica. L’anno seguente si trasferisce a New York, dove l’allora marito, Cecil Bridgewater, ha ottenuto un ingaggio presso il leggendario pianista Horace Silver. Mentre Cecil lavora per Silver, Dee Dee diviene la cantante leader della “Thad Jones – Mel Lewis Band”, un ingaggio che le darà la possibilità di trovarsi in contatto con grandi nomi del jazz come Sonny Rollins, Dizzy Gillespie, Dexter Gordon, Max Roach e così via.

Dee Dee ha un grande talento non soltanto come cantante jazz, ma anche come attrice. Viene applaudita in molti musicals, prima a Broadway, poi a Tokyo, Londra, Los Angeles e Parigi. Per la sua interpretazione di Gilda, la strega buona del sud, in “The Wiz” le viene conferito il premio Tony e per “Lady Day” viene nominata come migliore attrice per il Laurence Oliver Preis. Interpreta ruoli di primo piano in musical quali “Sophisticated Ladies”, “Cosmopolitan Greetings”, “Black Ballad”, “Carmen Jazz” e “Cabaret”.

Negli stralci di tempo in cui non recita Dee Dee è sempre i tournée, soprattutto in Europa (e qui più frequentemente a Parigi), dove riscuote un grande successo.Con album come “Live in Paris” (1987), nomination per il Grammy, “Victim of Love” (1989), che include un duetto con Ray Charles, e “In Montreaux” (1990) Dee Dee Bridgewater riesce a raggiunge anche un pubblico relativamente giovane, un fatto piuttosto insolito per un cantante jazz.

“J’ai deux Amours è il mio modo di ringraziare la Francia, un Paese che mi ha accolto a braccia aperte” dice Dee Dee Bridgewater. “Io una ragazzina da Flint Michigan! Come Josephine Baker, io ho due amori: il mio Paese e Parigi!”.

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