Bluecity crede nella musica e nel teatro come messaggio universale. Crede che l’arte e la cultura possano accomunare tutte le persone e che grazie ad esse ed alla loro diffusione il mondo possa migliorare. Bluecity.perugia.it è il portale on line dell’omonima Associazione e promuove eventi e spettacoli soprattutto dei gruppi e dei locali live music umbri per diffondere l’attività artistica e la cultura come un bene per la persona ed un valore sociale.
EVENTI MUSICALI
&
BAND MANAGEMENT
Mi tornano in mente le parole di un trombettista di New Orleans:"So leggere le note e quando ce n'è bisogno lo faccio. Ma quando suono davvero, le note intralciano la musica che sento nella testa"
Alan Lomax, La terra del Blues (The land where the blues began) Il Saggiatore 2005
Le programmazioni complete del Morlacchi e di tutti gli altri Teatri dell'Umbria
le potete trovare sul sito ufficiale TSU
Al Morlacchi una serie di appuntamenti di grande richiamo
Dopo aver cominciato col botto il nuovo anno, Headbangers Hall prosegue il 2012, riportando nuovamente a Perugia, nella consueta cornice dell’Urban Club, una delle metal band italiane più seguite ed apprezzate in Italia ed Europa per un evento che già si preannuncia imperdibile!
Giovedì 26 Gennaio
infatti a calcare il palco del più noto club dell’Umbria saranno gli Elvenking, la folk/power metal band friulana che, grazie ad un’originalissima proposta che mescola sapienti melodie a riflessi di metal estremo, cori epici ed elementi acustici, si è guadagnata una popolarità sempre più crescente, attirando le attenzioni di fette sempre più cospicue di pubblico, anche di chi non è propriamente avvezzo al metal. Autrice di ben sei dischi sotto la prestigiosa etichetta tedesca AFM Records – tra cui l’ultimo acclamato RED SILENT TIDES – il sestetto nostrano porterà anche in Umbria lo spettacolo che celebra i dieci anni dall’uscita di HEATHENREEL, il debut album che lanciò la band in tutta Europa e su cui sarà incentrata anche la scaletta del concerto perugino. Un’occasione irripetibile per godersi dal vivo un album culto del metal italiano e per tutti i fan di lungo corso degli Elvenking, ma anche per i nuovi adepti!
Damnagoras e soci saranno accompagnati nella serata dagli Slave Of Lord, metal band di Arezzo in attività dal 2004, ancorata fin dalle origini a sonorità ed elementi tipici della tradizione gothic nord-europea, sulle orme di band come Tiamat e 69 Eyes. Atmosfere crepuscolari unite ad uno stile che miscela rock ed elettronica sono infatti i canoni su cui il quartetto aretino ha basato il proprio repertorio, tra cui il suo ultimo Ep LOVE GOES AROUND di recente pubblicazione, e su cui dunque si baserà l’antipasto di una serata che si preannuncia davvero ad alti livelli!
Per tutti i metal-heads più incalliti e non solo, un appuntamento da non perdere!
Venerdì 27 gennaio
Friday I'm in rock presenta una serata tutta dedicata al rock'n'roll!! On stage The Rock 'n' Roll Kamikazes!
Dopo gli Hormonauts torna in scena l'energia di Andy Macfarlane accompagnato da tre perfetti guerrieri del rock'n'roll. La VOLUME! Records firma il disco d'esordio di una band e di un progetto che si preannuncia esplosivo.
Un'aereo impazzito carico di rock'n'roll sta per schiantarsi sulle vostre teste!!!
E' quello dei THE ROCK'N'ROLL KAMIKAZES, quattro impavidi guerrieri delle sette note, quattro samurai armati fino ai denti pronti a tutto per farvi esplodere gambe, testa, cuore e bacino a colpi di rock'n'roll, rock'a'billy, rockin' blues, soul e swing!Al comando del folle equipaggio si piazza il prode cantante e chitarrista scozzese Andy Mac farlane, decorato al valore per le sue precedenti titaniche imprese alla testa dei pazzeschi SPAMABILLY BORGHETTI (pura follia pornobilly, un vero culto degli anni novanta) e soprattutto dei celebratissimi THE HORMONAUTS con i quali ha lasciato un segno indelebile negli anni zero, incidendo sei dischi, portando la musica del diavolo in radio, televisione e sui palchi dei più importanti locali e festival, distinguendosi, negli anni, come uno dei frontman più riconoscibili, carismatici ed apprezzati in circolazione.
Il primo a schierarsi al fianco del capitano Andy Kamikaze in questa sua nuova avventura è il fido batterista Peppe De Gregoriis (BLUES BOOMERS ,COZZE AMARE, SILVER COMBO), che insieme al nostro eroe concepisce questo insano progetto tra le sculture di ferro e gli scenari postatomici del campo Mutoid di Sant'Arcangelo di Romagna, base operativa della Mutoid Waste Co. dove i due vivono da anni, condividendo la stessa ribelle attitudine stradaiola ed i medesimi gusti musicali. Completano la squadra il contrabbassista romagnolo Nico Kamikaze (Nicolò Fiori), già in forza a GATTA MOLESTA e SILVER COMBO, e, direttamente da Bari, Guy Kamikaze (Gaetano Portoghese), già capitano de GLI SPECIALISTI che, armato solo di Sax e armonica a bocca, regala al suono dei Kamikazes organizza la contraerea sonora dei Kamikazes rinvigorendo il suono di un mood jump blues mozzafiato.
L'obiettivo dei THE ROCK'N'ROLL KAMIKAZES non può essere che uno: il Rock'n'roll, suonato toccandone tutte le sfumature e virando dal wild rock'a'billy al soul di marca Motown, dallo swing più saltellante allo stomp-blues più sexy ed irriverente, concedendosi, ogni tanto, qualche languido ed avvolgente slow da fumoso jazz-club (anche i kamikaze hanno cuore) senza mai perdere di vista l'approccio semplice, diretto e viscerale delle origini selvagge dei quattro.
L'obiettivo è puntualmente raggiunto, con un esordio discografico che si preannuncia tra le uscite più calde della stagione ed un live-show che definire travolgente è a dir poco limitativo, una liberatoria esplosione alla quale è letteralmente impossibile sfuggire! Vi muoverete come matti sotto il bombardamento rock'n'roll di questo super combo! Stanno dando la loro vita per Rock'n'Roll! BANZAI!
Aftershow by PerugiaCoolScene+Nik+Fab.
Sabato 28 gennaio
i Bud Spencer Blues Explosion tornano sul palco dell' Urban con un nuovo cd e tanta voglia di infiammare il pubblico a suon di rock'n'roll!
Il “power duo” composto da Adriano Viterbini (chitarra, voce) e da Cesare Petulicchio (batteria) continua a correre da un palco all’altro trasmettendo l’energia e la vitalità di un suono sempre più definito e prepotente.
Pubblicato dalla Yorpikus Sound, distribuito da Audioglobe e disponibile in CD, vinile e in digitale, “Do It” il nuovo disco della band è un lavoro immediato, coinvolgente e di grande impatto. Canzoni che colpiscono all’istante e che si muovono in perfetto equilibrio tra tecnica, istinto e passione. I Bud Spencer Blues Explosion rinnovano l’impatto emotivo del blues e del classic rock inserendolo in un contesto attuale e dinamico. E soprattutto credono in quello che fanno e quindi fanno quello in cui credono. In fondo è tutto molto semplice.
Comincia così: 17 secondi di chitarra slide e poi un riff prepotente e poi la batteria che colpisce alla stomaco e poi la voce che canta: “Sei più del minimo/ Se il minimo è simile a precarietà/ Come i pochi sodi che ho…”. Alcuni particolari da non sottovalutare e non necessariamente in quest’ordine: la canzone è “Più del minimo”, la prima, appunto, di Do It; la chitarra e la voce sono di Adriano Viterbini, la batteria è di Cesare Petulicchio.
Altri particolari di un certo spessore: il suono è profondamente blues, l’attitudine è rock, emotività e tecnica sono dosate in maniera magistrale. Più di ogni altra cosa, questa è una di quelle cose che, come disse Joe Strummer “ (…) si fanno perché si devono fare, tutto il resto non conta”.
Così, i Bud Spencer Blues Explosion fanno quello che vogliono e soprattutto fanno quello che devono. Lo fanno! Do It (appunto). Suonano quello che vogliono, quello che sentono, quello che devono suonare. Suonano blues, suonano rock, suonano. E lavorano duramente. Soprattutto i Bud Spencer Blues Explosion rispettano il proprio lavoro, rispettano la musica e rispettano tutte quelle persone che ascoltano la loro musica o che sono di fronte al palco mentre loro lavorano. E’ tutto molto semplice: niente trucchi, niente parrucche, niente effetti speciali. Tutto vero. Tutto sincero. Onesto.
E’ con questa sensibilità che i Bud Spencer Blues Explosion hanno immaginato e inciso il loro album. Potrà piacere o non piacere, il punto non è questo, perché volevano e dovevano fare Do It. Queste canzoni sono state registrate mentre i Bud Spencer Blues Explosion correvano da un palco all’altro e sono state scritte con la consapevolezza propria di chi vuole giocarsi fino in fondo la sua possibilità. Sono state provate con l’energia di chi ha “asfaltato” decine e decine di locali, di chi non vuole e non può più aspettare.
L’idea era quella di trasmettere quella carica emotiva e liberatoria che pervade i loro concerti. Un ritratto il più possibile fedele e a fuoco (lento, ovviamente, come il titolo dell’Ep Live che è stato pubblicato lo scorso maggio) di un suono e di uno stile che tocca il Delta del Mississippi e Seattle. Qualcosa che celebra Robert Johnson e Kurt Cobain, i Led Zeppelin e i Clash.
Prima di loro sul palco i Wonder Vincent, gruppo umbro il cui primo nucleo nasce nel 2009 a Perugia con il nome Lo Sciopero Degli Andrea dall’incontro di Andrea Tocci (voce) e Andrea Spigarelli (batteria), reduci dallo scioglimento delle rispettive band (Granits e Flesh & Music). Al gruppo si uniscono Andrea Meriggioli (basso) e Filippo Ciccioli (chitarra), nascono le prime canzoni e le collaborazioni con la rivista FRIGIDAIRE per una serie di concerti: la band suona su palcoscenici importanti come quelli del M.E.I. di Faenza, del Qube di Roma e del Teatro Puccini di Firenze.
Quando i Wonder Vincent decidono di dedicarsi all’arrangiamento del primo album si ritrovano con due componenti in meno per l’abbandono del bassista e del chitarrista. A questo punto entrano a far parte della formazione Matteo Cirella (basso) e Luca Luciani (chitarre). Il gruppo compie una svolta e cambia totalmente forma, le canzoni acquistano potenza, ritmo e forza, la vecchia scuola afroamericana del Delta si coniuga con il funk sincopato per sfociare in un rock semplice e diretto.
Nell’instabilità creata dalle vicissitudini personali nasce GOOD NEWS FOR HARD TIMES (buone notizie per tempi duri), primo EP autoprodotto dalla band, uscito nel novembre del 2011. A distanza di un mese dall’uscita dell’album, i Wonder Vincent si trovano a dover sostituire temporaneamente Matteo Cirella (basso), che non potrà essere presente alle prossime date del gruppo. A sostituirlo c’è Marco Zitoli, bassista con anni di esperienza alle spalle e con sonorità adatte a quelle della band.
Aftershow by dj Zed & Magamagò.
FUORI
REGIONE
BIG MAMA
il tempio romano del Blues
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I CONCERTI IN PROGRAMMA
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Info: prenotazioni@bigmama.it
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IL PROGRAMMA DEI CONCERTI
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Venerdì 20 gennaio
PIU' BESTIAL CHE BLUES
Ingresso libero - Tessera Annuale E.15
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Da oltre vent'anni i leggendari "Bestiali" trasformano ogni loro esibizione
in un momento magico, rendendo impossibile sottrarsi ad un totale coinvolgimento,
fatto di musica e vibrazioni positive.
Il repertorio è uno straordinario
compendio musicale, in cui confluiscono brani più o meno noti, che coprono
un arco temporale che passa i quarant'anni; da Sam Cooke, a Prince passando per Dylan, Otis Redding, Rolling Stones, John Hiatt e tanti altri. Come sempre la leadership è quella del batterista Antonio Santirocco (il sindaco del blues) con una carriera trentennale che lo ha visto accanto a Noel
Redding (bassista degli Experience di Jimi Hendrix), Louisiana Red, Alex
Britti e tanti altri.
I Bestiali hanno partecipato alle riprese di "Baciami Ancora", il sequel de "L'Ultimo Bacio" di Gabriele Muccino, che li aveva già voluti protagonisti di una famosa scena (quella del matrimonio) nel primo episodio del 2001. Inoltre stasera si celebra la festa del "Sindaco del Blues", alias Antonio
Santirocco, vera guida spirituale di due generazioni di musicisti blues
della capitale.
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Sabato 21 gennaio
ROBERTO CIOTTI - Acoustic set con Favinho Vargas
Ingresso libero - Tessera Annuale E.15
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Il nome di Roberto Ciotti è indissolubilmente legato al Blues in Italia,
di cui è il più importante esponente. Da quaranta anni – l’inizio della
sua carriera e’ nei primi anni settanta con i Blue Morning, in cui militava
anche il sassofonista Maurizio Giammarco – Roberto suona il blues come
nessun altro nel nostro paese, con un tocco che è il “suo”, l’anima romana
che è la “sua”, e un occhio sempre rivolto al di là dell’Atlantico.
Ha inciso quattordici dischi come solista e decine come side man di colleghi
con nomi come Francesco De Gregori ed Edoardo Bennato, mettendo la sua
chitarra in quelli più importanti.
Negli anni ottanta è stato l’unico musicista - in cui non scorresse sangue
inglese - al fianco di un lungo e fortunato tour del batterista Ginger
Baker (Cream), per dirne uno che di storia del rock ne sa qualcosa.
Negli ultimi anni ha scritto un’autobiografia e pubblicato dvd con L’espresso,
fatto tour di successo in Brasile e molto altro. Prende sbandate periodiche
per suoni che virano verso il latino o concede un pò al pop, ma sempre
al blues ritorna.
Perché il blues è una madre che non si dimentica, una donna che non si
abbandona, mai. Inizia nei '70 la passione per il blues ascoltando dal
vivo Hendrix e i primi dischi d'importazione.
Da li' inizia una lunghissima carriera che attraversa varie fasi, da quelle
del Blues acustico a quelle Rock Blues fino ad arrivare nel 1988 al Cd
"NO MORE BLUE" dove si mette in evidenza come compositore. Lo stile cambia
molto arricchendosi di armonie e ritmi soul e latini ma restando ferma
l'ispirazione del blues.
Tante sono le collaborazioni (Ginger Baker, Brian Auger), le partecipazioni
ai festival internazionali (Berlino, Bellinzona),l'apertura dei concerti
di Bob Marley, tours USA (con Ginger Baker) e RUSSIA ed anche le collaborazioni
come session men (Edoardo Bennato, Francesco De Gregori), le tante apparizionin
televisive e le colonne sonore (tra le tante, quelle delle pellicole Marrakesh
Express e Turne' di Gabriele Salvatores). Dopo 8 anni dall’ultimo cd di
inediti (in mezzo un “libro autobiografico” e un CD/dvd “live”) Roberto
Ciotti torna ad incidere con la sua band.
Troubles and Dreams è il lavoro più maturo di Ciotti; una cavalcata fra
tradizione e modernità, tra il classico sound elettrico dell'artista e
suoni acustici molto curati. È un recupero di tutte le istanze blues, dalle
più antiche alle più recenti ,un alternarsi di ritmi fusi da unico stile,
quello caratteristico di Roberto.
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CONCERTI IN ARRIVO 2012
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Mercoledì 25 gennaio
ANONIMA ARMONISTI
Giovedì 26 gennaio
RINO GAETANO BAND
venerdì 27 gennaio
THE BUZZ BAND -
by Federico Zampaglione
sabato 28 gennaio
BLUE STUFF
mercoledì 1 febbraio
ONORATI COFFEE MAKER
BLUES BAND
giovedì 2 febbraio
MICHAEL WESTON KING
venerdì 3 febbraio
ALAN SOUL & THE ALANSELZER
mercoledì 8 febbraio
DESIREE' SINGS BACHARACH
giovedì 9 febbraio
FABIO ZEPPETELLA ORGAN TRIO
Fabio Zeppetella (chitarra)
Alberto Marsico (organo Hammond)
Andrea Marcelli (batteria)
venerdì 10 febbraio
BIANCA BLUES E I SETTE SOUL
mercoledì 15 febbraio
NORDGARDEN
giovedì 1 marzo
MARY CUTRUFELLO
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Tutti i concerti del BIG MAMA iniziano alle ore 22,30. Il locale apre alle
21 e chiude alle 1,30. Le prenotazioni di tavoli vengono mantenute fino
alle 22. Per prenotare collegarsi a www.bigmama.it oppure chiamare il numero
06.5812551. La prenotazione del tavolo non comporta costi aggiuntivi.
Il locale si trova a Roma, nel quartiere Trastevere, in Vicolo San Francesco
a Ripa n.18
LINKS
presenta:
Cercando Picasso
con Giorgio Albertazzi e la Martha Graham Dance Company
regia di Antonio Calenda
foto Tommaso Le Pera
E' uno degli appuntamenti più attesi della Stagione di Prosa del Teatro Morlacchi di Perugia.
La figura del pittore spagnolo, la sua creatività e il suo genio sono al centro dello spettacolo in scena
da mercoledì 25 a domenica 29 gennaio.
«Un genio che solo la morte ha saputo dominare» così lo scrittore e politico francese André Malraux definì l’amico Pablo Picasso, cogliendone appieno in queste poche parole la personalità irregolare, il furore creativo, l’eclettismo, la natura esplosiva e rivoluzionaria.
Un sipario cela la prima immagine di Cercando Picasso e – fin da prima che lo spettacolo abbia inizio – pone idealmente in comunicazione danza e pittura: si tratta infatti della riproduzione di un fondale che Picasso dipinse nel 1917 per Parade il primo balletto alla cui creazione Sergej Diaghilev lo chiamò a collaborare, assieme a Cocteau, Satie e Massine. Questa “complicità” fra arti diverse – letteratura, pittura, musica, danza, teatro, arti plastiche… – permea di sé tutto il Novecento (basti pensare al Bauhaus, alle avanguardie), ed è un elemento forte, e immediatamente annunciato, dello spettacolo che vive proprio di tale complice interazione fra arti, a partire dallo stretto dialogo fra le coreografie delle nove danzatrici della Martha Graham Dance Company, il protagonista e gli altri linguaggi espressivi della messinscena. Spesso si accostano l’innovazione che Martha Graham apportò nel mondo della danza a quella che Picasso donò all’arte del Novecento: la loro sensibilità fu per molti aspetti affine, entrambi possedevano personalità decise e di grande profondità. Ciò che le coreografie della Graham disegnano nello spazio del palcoscenico, rimanda fortemente a ciò che viene trasmesso dalle tele del geniale pittore spagnolo.
La parte coreografica che si intreccia significativamente alla recitazione, è composta da alcune coreografie storiche della Martha Graham Dance Company (fra cui citiamo almeno la celeberrima Lamentation, un assolo creato e danzato negli anni Trenta dalla stessa Graham, Steps in the Street, Deep Songs) e da altre coreografie originali create – sullo stile della Graham – dall’attuale direttrice artistica della compagnia, Janet Eilber.
Fra i testi, Le désir attrapé par la queue (Il desiderio preso per la coda) rappresenta il cuore dello spettacolo, proprio per quel suo meraviglioso respiro onirico e surreale, per quel suo essere “irregolare” privo di chiare evoluzioni logiche, singolare nella punteggiatura, eppure vitalissimo, animato da personaggi come il Piede Grosso, l’Angoscia grassa, la Cipolla, il Silenzio, la Torta…
Se Quenaeau vide in Le désir una fantasiosa rappresentazione dei mali che l’uomo soffriva a causa della guerra e che assediavano il gruppo di intellettuali parigini che lui stesso assieme a Picasso frequentava, è anche vero che nel testo il grande pittore spagnolo mantiene viva tutta la visionarietà tipica della sua pittura, la sua inventiva inarrestabile, la sua espressività. Un tourbillon che è al contempo testimonianza poetica e delle lacerazioni della guerra, dei bombardamenti, in particolare della fame.
Ma dell’universo di Picasso non viene evocata solo la dimensione di Guernica, della fame, delle grida sotto i bombardamenti: ci saranno altri nuclei tematici attorno ai quali recitazione, danza, musica tesseranno trame ricche di suggestioni.
Attraverso scritti di Picasso sulle donne e sull’amore, alternate a liriche di autori coevi e a lui vicini come Apollinaire, viene ritratto il rapporto appassionato, fervido, ma anche conflittuale del pittore con l’eros e il femminile, in cui egli riconosce oggetto di desiderio ma anche musa artistica. La musica di Igor Strawinsky introduce poi alla riflessione sul Teatro e sull’Arte: qui sono naturalmente al centro dell’attenzione, i pensieri di Picasso sull’arte, la sua fantasmagoria creativa, la sua personalità incandescente e onirica trasmesse da proiezioni video, dallo stesso Albertazzi, dalla danza. Ed è la danza – in particolare la coreografia di Martha Graham Prelude To Action del 1936 – a evocare un nuovo tema caro a Picasso: l’amore per la Spagna e la tauromachia restituito da un’unica koinée di molteplici linguaggi scenici e di versi, fra cui quelli di Garcia Lorca, che richiamano il toro e il Paese della corrida, elementi fondamentali nella poetica di Picasso.
«Vivremo un excursus nel suo immaginario, che avrà un vertice nella rappresentazione de Le désir» spiega Calenda. «Questa necessità di evitare causalità e concretezza, di muoverci nell’impalpabile della fantasia, dell’immaginazione di questo grande artista ci ha spinto verso una scelta espressiva inusuale: quella di intrecciare nello spettacolo all’evocazione della pittura e del mondo di Picasso, il linguaggio coreografico di Martha Graham. Sono segni potenti, dell’arte e dell’espressività del Novecento, codici inestimabili la cui pregnanza riecheggia costantemente nell’immaginario contemporaneo. Ad essi si fonde la recitazione di un maestro come Giorgio Albertazzi, un attore che sa fare della parola un esercizio stilistico alto, sa rendere ogni battuta finissima, poliformica, astratta… Poter contare in scena su un dialogo intenso fra questo e la danza della Martha Graham Dance Company significa assicurare semanticità ulteriore allo spettacolo, liberarlo dagli impacci naturalistici, librarlo in un’atmosfera di allusione astratta che ci appare in qualche modo omologa all’animo del grande pittore, all’eredità che ha lasciato, a ciò che di lui desideriamo raccontare».
Va segnalato che ne Le désir le ballerine daranno corpo a tutta la surrealtà che connota il testo
e ne rappresenteranno i fantasiosi personaggi, mentre alcune “voci fuori campo” ne reciteranno le battute: “voci fuori campo” offerte da un cast di primi attori di raro prestigio. Si tratta di Giorgio Albertazzi che interpreta Piedone, mentre Piera Degli Esposti è La Torta, Andrea Jonasson recita l’Angoscia Magra,
Franca Nuti dà voce a l’Angoscia Grassa, Elisabetta Pozzi è la Cugina…
Giorgio Albertazzi partecipa, giovedì 26 gennaio, alle 17,30, al Teatro Morlacchi, all’incontro con il pubblico tenuto dal Prof. Alessandro Tinterri, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo e di Storia e Critica del Cinema dell’Università degli Studi di Perugia. Al termine presso il Caffé del Teatro, l’Azienda agraria Terre de la Custodia offrirà al pubblico una degustazione dei propri vini.
La prevendita dei biglietti viene effettuata, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13, presso l’Agenzia n°2 dell’Unicredit, in Via Mario Angeloni 80 e tutti i giorni feriali, dalle 17 alle 20, al botteghino del teatro Morlacchi.
Si può prenotare telefonicamente, al Botteghino Telefonico Regionale 075/57542222, tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 19. I biglietti prenotati vanno ritirati mezz’ora prima dello spettacolo, altrimenti vengono rimessi in vendita.
E’ possibile acquistare i biglietti anche on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria www.teatrostabile.umbria.it
e presso il Piccadilly Box Office di Collestrada.
Al teatro Morlacchi di Perugia, da mercoledì 18 a domenica 22 gennaio
Servo di scena uno dei più celebri testi teatrali di Ronald Harwood, regista e interprete un artista di grande carisma, Franco Branciaroli, conLisa Galantini, Melania Giglio, Daniele Griggio, Giorgio Lanza,Valentina Violo.
Omaggio all’Inghilterra e a Shakespeare, la commedia è soprattutto un inno al teatro, alla sua capacità di resistere in tempi difficili, alla sua insostituibilità, scritta in un linguaggio affascinante, affronta con tono ironico le rocambolesche vicende di una precaria compagnia di provincia quale sublime metafora della vita del teatro di ogni tempo.
La “Questione meridionale” secondo
Eugenio Bennato
Evento targato “Canti e Discanti - Umbria World Fest” e “Stagione della Canzone d’Autore”
Doppio appuntamento con Eugenio Bennato, che il 24 gennaio 2012 sarà a Perugia per presentare il suo nuovo disco “Questione meridionale”: alle ore 18 l’incontroalla libreria Feltrinelli e alle ore 21 il concerto con il Trio presso il Contrappunto. Il cantautore parlerà, canterà e suonerà di racconti sui mitici briganti, dei sogni di un sud in movimento, delle ballate di fatti e personaggi legati alle istanze nuove della tormentata storia contemporanea, ma anche dei canti della tradizione popolare.
Stagione d’Autore
Dopo le anteprime con i concerti di Zucchero, Negramaro e I soliti idioti, la rassegna è proseguita con il concerto al Morlacchi di Ivano Fossati e prosegue con i Negrita (Pala Paternesi di Foligno il 28 gennaio), Caparezza (al PalaEvangelisti di Perugia il 2 marzo), Mario Biondi (all’Auditorium San Domenico di Foligno il 3 marzo), Laura Pausini (al PalaEvangelisti il 21 marzo) e Antonello Venditti (al PalaEvangelisti il 12 aprile). A maggio, infine, chiuderanno la Stagione Fiorella Mannoia, Tiziano Ferro e Biagio Antonacci.
Spazio anche al teatro e alla comicità: dopo lo spettacolo di Enrico Brignano arriva Rocco Papaleo in “Una piccola impresa meridionale” (al teatro Pavone di Perugia il 16 marzo) e Maurizio Crozza con una tappa del suo nuovo tour (al PalaEvangelisti il 30 marzo). Ci sarà poi la versione italiana dell’opera moderna “Notre dame de Paris”, prodotta da David Zard (al PalaEvangelisti dal 18 al 21 aprile), infine i Dream Theater al PalaEvangelisti il 22 febbraio.
Quest’anno, inoltre, torna anche la rassegna “Gli Incantevoli” dedicata ai giovani cantautori:
Dente, Cristina Donà (giovedì 8 marzo), Nobraino (sabato 17 marzo), Cesare Basile, Tony Campo, Colapesce, Amycanbe, Dino Fumaretto. Brunoris Sas e Be Forest.
Il calendario dei concerti
Venerdì 20 gennaio ore 21,30 - Teatro Pavone ENRICO RAVA “Tribes” QUINTET Enrico Rava (tromba), Gianluca Petrella
(trombone), Giovanni Guidi (pianoforte), Gabriele
Evangelista (contrabbasso) e Fabrizio Sferra (batteria)
Venerdì 17 febbraio ore 21,30 - Giò Jazz Hotel "Tributo a Thelonious Monk" LYDIAN SOUND ORCHESTRA "Monk at Town Hall"
Pietro Tonolo (sassofono), Robert Bonisolo (sassofono),
Rossano Emili (sassofono), Kyle Gregory (tromba), Roberto Rossi (trombone), Dario Duso (tuba),
Paolo Birro (pianoforte), Marc Abrams (contrabbasso) e Mauro Beggio (batteria).
Venerdì 13 aprile ore 21,30 - Giò Jazz Hotel "Memorie di Adriano" Canzoni del Clan Celentano
Beppe Servillo (voce), Javier Girotto (sassofoni), Fabrizio Bosso (tromba), Rita Marcotulli (pianoforte),
Furio Di Castri (contrabbasso) e Mattia Barbieri (batteria)
Sabato 17 marzo ore 21,30 - Teatro Pavone Danilo Rea Trio “Beatles in jazz” Danilo Rea (pianoforte), Ares Tavolazzi (contrabbasso) e Ellade Bandini (batteria)
Venerdì 4 maggio ore 21,30 - Sala dei Notari Perugia Jazz Orchestra dirige Mario Raja
Concerto fuori abbonamento e autogestito
Con il concerto di Capodanno si è conclusa un’edizione straordinaria dell’Umbria Gospel Festival. Grandi successi artistici e di pubblico hanno fatto registrare il tutto esaurito a tutti gli appuntamenti in programma
Si è conclusa con l’emozionante concerto del 1° Gennaio nella gremita Chiesa di Santa Maria Assunta a Castiglione del Lago un’edizione straordinaria dell’Umbria Gospel Festival, coronata di grandi successi artistici e di pubblico.
Più che positivo il bilancio del Direttore Artistico del Festival Gianluca Di Maggio, molto soddisfatto per il grande successo di pubblico che, nonostante il periodo di crisi economica che stiamo vivendo, ha fatto registrare il tutto esaurito a tutti gli appuntamenti in programma, superando di gran lunga le più rosee aspettative.
“La musica Gospel è sempre più un elemento imprescindibile del Natale in Umbria; si consolida infatti il successo della formula del festival che coniuga la grande musica dell’anima con il fascino dei luoghi che ospitano i concerti. La musica Gospel trova infatti sua naturale dimensione nei teatri e nelle chiese dei caratteristici comuni umbri, luoghi ancora più suggestivi durante il periodo natalizio e che rendono possibile una totale immersione degli artisti e del pubblico in esperienze spirituali irripetibili”.
La Provincia di Perugia, nelle persone del Presidente Marco Vinicio Guasticchi e dell’Assessore alla Cultura Donatella Porzi, si dichiara particolarmente entusiasta nel tracciare un bilancio del Festival, che sente ampiamente positivo tanto a ragione dei numeri che lo confortano quanto sotto l’aspetto della qualità espressa. Essa, già ben nota al momento di varare il calendario, è diventata ulteriore elemento di elevazione spirituale quando l’unione fra il canto e i luoghi umbri dell’esecuzione ha dato origine ad appuntamenti di straordinaria intensità. Il Festival, in altre parole, è stato in grado di entrare in profondità nell’animo della comunità locale umbra e dei suoi ospiti, tanto da porre la prima traccia di una rassegna tutta da proseguire e da confermare. Il più sentito ringraziamento va ai soggetti organizzatori, dei quali la Provincia di Perugia è diventata assolutamente “amica”, quanto ai Comuni che hanno saputo offrire le condizioni ottimali per la realizzazione degli eventi.
L’Umbria Gospel Festival, realizzato grazie al contributo della Regione dell’Umbria, della Provincia di Perugia e della Comunità Montana Associazione dei Comuni del Trasimeno Medio Tevere e con il supporto dei Comuni che aderiscono all’iniziativa, si era inaugurato con un’Anteprima l’8 dicembre a Paciano, per poi proseguire con un’intensa scia di emozioni nei comuni di Spoleto, Città della Pieve, Gubbio, Città di Castello, Panicale, Perugia, Passignano, Castiglione del Lago. Per la sua decima edizione infatti, grazie all’impegno della Provincia di Perugia, il festival ha esteso i propri confini oltre il comprensorio del Trasimeno con la partecipazione dei comuni di Spoleto, Gubbio e Città di Castello.
“Spoleto, città votata all’arte internazionale,” dichiara il Sindaco di Spoleto Daniele Benedetti “ha avuto l’onore di ospitare per la prima volta un concerto dell’’Umbria Gospel Festival. Che il tutto sia avvenuto nell’ambito delle celebrazioni per l’anno Menottiano, con una performance elettrizzante e coinvolgente dei New York Spirit of Gospel, non fa che confermare come Spoleto, città che è ormai sinonimo di cultura nel mondo, sia sempre palcoscenico ideale per appuntamenti di assoluto prestigio e importante punto di riferimento per la cultura a livello regionale”.
“Per Città di Castello” ha dichiarato il sindaco tifernate Luciano Bacchetta “non c’è Natale senza Gospel ma quest’anno, oltre la tradizione, si è imposta sul palco degli Illuminati un’interprete notevole, premiata dal pubblico con il tutto esaurito. Riteniamo che una manifestazione, pur essendo di genere, deve porsi l’obiettivo di allargare l’orizzonte, parlando a tutti, specialmente se, come oggi, la cultura appare un bene superfluo. Umbria Gospel Festival è riuscito a centrare questo difficile obiettivo”.
L'Amministrazione eugubina, attraverso l'Assessore alla cultura Marco Bellucci, esprime grande soddisfazione: "Ringraziamo l'organizzazione, la Regione dell'Umbria e la Provincia di Perugia, in particolare l'Assessore Porzi; l'allargamento della kermesse col successo di presenze registrato anche nella Città di Gubbio dimostra l'interesse forte verso il patrimonio culturale rappresentato dal Gospel. Una Chiesa stracolma, un'atmosfera unica, la carica travolgente e avvolgente degli artisti hanno reso la serata un vero e proprio evento; tanti gli eugubini, tanti anche gli stranieri e i visitatori che hanno riempito in queste festività la nostra Città; anche grazie all'Umbria Gospel Festival la nostra Regione tutta ha saputo ancora una volta dare un'ampia prova di accoglienza e godibilità, all'insegna del buon vivere e della buona cultura".
L’esperienza dell’Umbria Gospel Festival – aggiungono il Presidente Guasticchi e l’Assessore Porzi - ci ha fatto riscoprire tutto il potere della profonda influenza che il canto religioso ha sull’animo umano quando la sua espressione viene esercitata nella comunione, nella gioia per il superamento del dolore, nella dimensione della speranza e del riscatto, nella prospettiva di uno spettacolo che non è mai fine a se stesso, ma si rivela come una scena alla quale si è invitati a partecipare. Non si può essere, ascoltando un Gospel, semplici spettatori di una coralità che non ci riguarda; nessuno, quando si eseguono tali canti, riesce a sottrarsi alla potenza del ritmo e alla seduzione delle voci, ai gesti e agli sguardi che provengono dagli esecutori.
L’Umbria Gospel Festival – continua il direttore artistico Di Maggio (nella foto) - è una felice esperienza di sistema in rete di numerosi soggetti pubblici e privati, da cui derivano importanti economie di scala, nonché la possibilità che un singolo ed occasionale evento Gospel possa acquisire un respiro ben più ampio attraverso l’inserimento nel cartellone del Festival. L’auspicio per il prossimo anno è dunque di coinvolgere nell’itinerario musicale della kermesse nuovi comuni e nuovi suggestivi luoghi dove poter ospitare le migliori voci Gospel sulla scena internazionale.
Consueto successo della grazie agli ingredienti tipici della ricetta di Umbria Jazz Winter: musica, ospitalità, arte, storia, buona tavola. Orvieto nonostante i tempi difficili non rinuncia alla sua vetrina invernale e grazie all'impegno del Comune e dell'Associazione TE.MA/Teatro Mancinelli ha richiamato anche quest'anno numerosi visitatori.
Il Festival e i suoi appuntamenti in cartellone hanno richiamato tantissimi appassionati e la tradizionale Messa della Pace in Cattedrale con il coro gospel si è confermato un evento oramai consolidato sia per gli orvietani che per i tantissimi turisti del primo giorno dell'anno.
UN’ATMOSFERA UNICA E IRRIPETIBILE
buon cibo, degustazioni e musica jazz, ma non solo, dalla tarda mattinata a notte fonda
al Palazzo del Popolo, al Palazzo dei Sette, al Palazzo del Gusto e al Ristorante San Francesco.
Tanti artisti internazionali e, come tradizione del Festival, anche quest’anno due esibizioni quotidiane della marching band sempre più popolare dei Funk Offper le vie del centro storico che interpretano a modo loro questa
formula della street band con grande senso dello spettacolo e una originale evoluzione artistica che rivitalizza un genere vecchio di un secolo.
Inoltre nche quest’anno i migliori studenti dei seminari estivi della Berklee Summer School at Umbria Jazz Clinics si sono esibiti gratuitamente durante il primo giorno del Festival.
presenta:
Alcuni fra i migliori gruppi tra Umbria e Toscana supportati da Bluecity
a GARANZIA della musica LIVE di QUALITA'.
Cosa spinge ottimi musicisti a trovarsi attorno ad un progetto appassionato e divertente come questo? La grande passione di tutti e di Pino Ciambella, leader e "collettore artistico"che riesce a coinvolgere le menti musicali dei suoi preziosi amici e a mantenere coesa questa band. Chi suona sa che questa e la cosa più difficile: formare una band è relativamente facile, raggiungere un progetto artistico e mantenerlo nel tempo e un'impresa veramente impegnativa. Al di la quindi dell'ottimo livello tecnico del Jazz Syndicate, che propone un repertorio ben fruibile dai più, sono da apprezzare questi musicisti che, suonando bene e rigorosamente dal vivo (e di questi tempi comincia ad essere raro) si impegnano a presentare al pubblico una visione, bella e positiva della musica: omaggi ai grandi maestri del passato e agli interpreti dello swing internazionale, passando dalla bossa nova fino alla canzone d'autore, con tributi musicali e riproposizioni dei brani e delle grandi melodie di ieri e di oggi; dinamiche del suono mai scontate, senso dello swing e tanta passione...
Negli ultimi anni è stata intensa l'attività dal vivo del gruppo che alterna presenze in teatro e auditorium alla partecipazione ad eventi vari, in locali sia nazionali sia in Europa come testimonia la presenza delta band in Austria e Svizzera.
Line up:
Claudio Trinoli alla batteria, Graziano Brufani
al contrabbasso, Massimo Pucciarini al piano,
Graziano Baldini alla tromba, Alberto Mommi
al sax e Pino Ciambella al canto.
Questa la formazione che riprende dal vivo
i temi e le atmosfere espresse nel già menzionato CD, "WOOD-STOCK", frutto anche del lavoro
di altri importanti esponenti della scena musicale
italiana, e dell’ultimo lavoro discografico
“OUT OF THE SWING”
Al teatro Cucinelli di Solomeo, mercoledì 25 e giovedì 26 gennaio, alle 21 un concerto-spettacolo di grande coinvolgimento, scritto e interpretato da Moni Ovadia e dalla Moni Ovadia Stage Orchestra, SENZA CONFINIEbrei e Zingari.
Un’opera teatrale originale fatta di memorie e di grandi emozioni, protagonisti da una parte l’amore per la battuta, tracce poetiche, storielle e barzellette ebraiche e dall’altra i ritmi incalzanti delle sonorità e delle melodie zingare e klezmer, la bella musica che “attraversa” le genti e la cultura dall’Europa all’Est.
Un recital di canti, musiche, storie Rom, sinti ed ebraiche che mettono in risonanza la comune vocazione delle gente in esilio, una vocazione che proviene da tempi remoti e che in tempi più vicino si carica di responsabilità urgenti, improcrastinabili. Per Moni Ovadia è "un piccolo ma appassionato contributo alla battaglia contro ogni razzismo”.
Il tratto comune che ha segnato la storia, spesso tragica, di questi due popoli è stata la condizione di “altro”. Il nomadismo non era vocazione originaria, ma solo una risposta di dignità e di indipendenza per rispondere alle persecuzioni. Essi seppero essere in tutto e per tutto popoli, per cultura, tradizioni, spiritualità, riconoscibilità emozionale, popoli ma senza confini, senza burocrazie, senza eserciti, senza polizie, senza retorica patriottarda, eppure popoli, per questa ragione temuti al punto da stigmatizzarli come essenza del male, e poi sterminarli con facilità. In questa prospettiva non e’ difficile capire perché l’annientamento fu perpetrato nella quasi totale indifferenza del mondo circostante.
I due popoli fratelli a lungo hanno marciato fianco a fianco nella sorte, ma da dopo la persecuzione nazista, le strade si sono divise. Gli ebrei hanno cambiato la loro storia, hanno conquistato una terra, una nazione e il loro statuto di vittime del nazifascismo il loro immenso calvario ha avuto pieno riconoscimento e un immenso edificio di testimonianza. Il popolo rom invece molto spesso continua a subire il calvario del pregiudizio, dell’emarginazione.
E’ compito della musica e del teatro civile, delle arti rappresentative e comunicative scardinare conformismi, meschine ragionevolezze e convenienze nate dalla logica del privilegio per proclamare la non negoziabilità della libertà e della dignità di ogni singolo essere umano e di ogni gente.
Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere telefonicamente, fino al giorno precedente lo spettacolo, presso il Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria, tutti i giorni feriali, dal lunedì al sabato, dalle 16 alle 19, al n°075/57542222. E’ possibile acquistare i biglietti on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbri